Il 27 gennaio 1945, con l’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, il mondo si trovò di fronte all’orrore della Shoah, il sistematico piano nazista di persecuzione e sterminio del popolo ebraico. Proprio per questo quella data è stata scelta come Giornata della Memoria, affinché il ricordo di quanto accaduto continui a vivere, soprattutto tra le giovani generazioni, e si rafforzi l’impegno collettivo di istituzioni e cittadini nel contrastare ogni forma di antisemitismo e razzismo.
«L’Italia – ricorda il Presidente del Comites San Marino, Alessandro Amadei – ha istituito questa ricorrenza nel 2000 e, come italiani, sentiamo profondamente il dovere di partecipare a questo momento di raccoglimento e cordoglio. Rendiamo omaggio a tutte le vittime dell’Olocausto, ci stringiamo ai loro familiari e onoriamo il coraggio dei Giusti, che hanno rischiato o sacrificato la propria vita per salvarne altre».
Allo stesso tempo, il Presidente Amadei richiama a una riflessione più ampia: «Dobbiamo essere consapevoli che, purtroppo, l’umanità non ha smesso di macchiarsi di crimini come il genocidio, la pulizia etnica, il razzismo e la xenofobia, come ricordato anche dagli Eccellentissimi Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino».
Un monito che il Comites estende a tutti i cittadini italiani e sammarinesi, affinché si rafforzi l’impegno comune nel difendere il rispetto della dignità umana e nel respingere ogni forma di odio e violenza, valori fondamentali e irrinunciabili per una convivenza civile autentica.
«Tutti noi abbiamo la responsabilità di non dimenticare – conclude Alessandro Amadei – e di mantenere viva la memoria collettiva dell’umanità, affinché simili orrori non si ripetano mai più, né in Europa né altrove».